Inginocchiarsi

Inginocchiarsi

Con questo post, intendo provocare le anime belle della sinistra e specialmente una: Laura Boldrini. Per evitare equivoci, intendo anch’io unirmi alla ferma condanna del poliziotto che ha causato la morte del povero afroamericano George Floyd per soffocamento. Atto vile e razzista che certamente desta giusta indignazione.

Detto questo, la seguente penosa sceneggiata dell’Onorevole Laura Boldrini merita una risposta.

Non so la ragione, ma di primo acchito, alla prima visione del video, ho pensato all’incontro tra Gesù Cristo e le donne sulla via del Calvario. «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli (…)» Luca 23,16-32.

Questa è l’epoca nella quale si avverte l’esigenza di partecipare all’altrui sopruso, all’altrui umanità ferita e offesa, anche in maniera teatrale. In questo senso, l’omicidio di George Floyd ha introdotto un gesto peraltro molto simbolico: l’inginocchiarsi.

Piegare le ginocchia, rimanere chinato, con gli occhi verso terra, in silenzio. A piangere sempre per gli altri, ma mai per noi stessi. «(…) Io non respiro perché sono donna, io non respiro perché sono disabile (…)». Troppo facile così: solidarizzare con ogni causa vagamente umanitaria, senza mai lasciarsi scalfire dalla propria condizione. Essere altro per non piangere su noi stessi: si chiama ipocrisia.

Con la morte di Dio, ci si inginocchia per l’altrui miseria, non più per la propria.

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One thought on “Inginocchiarsi

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