Omofobia… fra pensiero e atto

Avere ed esternare un pensiero, anche fortemente critico, non verso l’omosessualità, bensì verso taluni eccessi ideologici connessi alla stessa, oltre ad essere un diritto costituzionalmente tutelato, è anche il fondamento del confronto democratico e del progresso civile.

Parimenti la ferma e dura condanna dell’omofobia, che, in regimi teocratici, ha manifestazioni di inaudita violenza, costituisce un dovere morale ancor prima che civile

Omofobia

In piena crisi economica (l’Italia è sull’orlo del fallimento), si torna a parlare di un una Legge contro l’omofobia. La quale manderebbe in carcere coloro che osano ribadire l’ovvio, ovvero concetti come mamma e papà; oppure coloro che criticano l’ideologia di genere.

Estremizzando questo approccio al problema, si fa notare che il rapporto eterosessuale offende gravemente l’omosessualità in quanto ne manifesta l’incapacità di procreare. Dal momento che generalmente il pensiero è meno grave dell’atto, che faranno a un uomo e una donna sorpresi a consumare un rapporto, magari in auto o in un parco isolato? 

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2 risposte a “Omofobia… fra pensiero e atto”

  1. Ad esempio io sono frocio. Dopo l’approvazione di questa legge, potrò continuare a dichiararmi orgogliosamente frociosessuale o sarà vietato?

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