Omofobia, discriminazione o carità?

Omofobia, discriminazione o carità?

«Discriminazione, sostantivo femminile, «distinzione operata in seguito a un giudizio o ad una classificazione», definizione tratta dal vocabolario di Google.

L’eterosessualità e l’omosessualità, come orientamenti sessuali, manifestano una distinzione biologica: la prima procrea, la seconda no. È un dato di fatto, non un giudizio del sottoscritto: la prima vera “discriminazione” la fa la natura.

In riferimento a quanto precisato poc’anzi, dal momento che a dominare l’essere umano è la ragione e non l’istinto, è giusto porci il relativo problema etico. Un giudizio etico non può prescindere dal suddetto “discrimine”: la vita scaturisce dall’eterosessualità, la famiglia nasce dall’amore di un uomo e di una donna e, conseguentemente, un figlio ha il sacrosanto diritto ad avere un padre e una madre.

Carità

Il diritto di 2 uomini o di 2 donne ad amarsi merita una tutela e un riconoscimento sul piano giuridico. Imporre 2 padri o 2 madri a un figlio non è amore, ma è violenza, è un atto contro quanto la natura stabilisce, ovvero contro il giusnaturalismo.

Conseguentemente rammentare, ribadire ed insegnare che un figlio necessita di una madre e di un padre, ovvero l’ovvio, non è discriminazione, ma è carità. In un tempo nel quale il progressismo si rivela sempre più oscurantista, la difesa magistrale della famiglia è semplicemente carità.

Si avrà il coraggio di criminalizzare la carità?

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One thought on “Omofobia, discriminazione o carità?

  1. Concordo totalmente con il tuo pensiero Andrea, e mi permetto di aggiungere un’osservazione che apparentemente si discosta da quello che hai detto, cioè che la parola “discriminazione” a sinistra è un sostantivo che indica qualcosa di “negativo”, ossia cattivo, in sé, in realtà è una parola piuttosto “smart”, se usata bene, infatti ha come sinonimo “distinguere”, da cui “discernere”, e il discernimento ci aiuta a ragionare. Ovviamente le troppe distinzioni portano al male e alla divisione, ma non è questo che intendevo, ma chi crede che tutti gli uomini siano fratelli e discerne non commette peccato.
    Anche io mi considero un Cattolico, un po’ anarchico. Mi piace il tuo blog.

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