Omo-genitorialità e disabilità

Omo-genitorialità e disabilità

Nel pieno di un un’autunno sempre più caldo, a seguito di una gestione unilaterale e cialtronesca dell’emergenza sanitaria, alla Camera dei deputati riprende l’iter del disegno di legge contro l’omofobia (e varie declinazioni) e – grande novità – la disabilità.

Omofobia e disabilità sono 2 parole che non stanno bene assieme, specialmente in questo delirio legislativo.

Bisogna chiarirci le idee su una questione preminente rispetto a qualsiasi ulteriore valutazione di merito: l’essere figlio di una coppia omosessuale determina una condizione di disabilità?

Ovvero un bimbo, crescendo senza una madre e un padre, vive o meno una sorta di handicap ontologico? Assolutamente si!

handicap

Ciò significa che anche la semplice affermazione per cui un figlio può avere 2 padri o 2 madri si configurerebbe come una discriminazione, proprio come sostenere che un figlio ha il diritto (naturale) a crescere con un padre e una madre.

Per la stessa visione d’insieme, lo scandaloso sistema Bibbiano si rileverebbe come una gravissima forma di violenza perché – e qui sta l’equivoco di fondo – un handicap non va indotto e nemmeno “celebrato”, ma va o evitato o superato.
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Insomma un disegno di legge sempre più liberticida.

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