È un virus, non un gioco

È un virus, non un gioco

Più trascorre il tempo e più si ha come l’impressione che la nostra classe politica, a prescindere che sia maggioranza od opposizione, voglia giocare con le vite, le paure, le ansie sempre più mancate di noi poveri cittadini.

Si ha la crescente e netta percezione che, al di là della reale gravità dell’emergenza sanitaria, di cui non si riesce ad avere una oggettiva misurazione, la politica stia facendo il solito misero teatro di sempre.

crisi

La politica domanda responsabilità alla cittadinanza, senza darne una trasposizione istituzionale nei rapporti fra governo e regioni.

Sembra proprio che siano molto più preoccupati a come pararsi il culo, piuttosto che governare una situazione sempre più fuori controllo sul piano sanitario e tragicamente drammatica su quello economico e sociale.

La voglio dire in maniera brutale. L’Italia sta divenendo una estensione non geografica del continente africano. Con questa classe politica di miserabili, di destra e di sinistra, si creperà o di Covid-19 o di fame.

Serve una nuova resistenza, stavolta di popolo.

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