Il 2020 e il silenzio di Dio

Il 2020 e il silenzio di Dio

Il silenzio di Dio è sempre un tema che ciclicamente ritorna. E, ad un mese dalla festa dell’Incarnazione di Dio, non c’è dubbio che il 2020 obbliga a porci nuovamente questo tema.

In questo senso, la scena più drammaticamente carica di significati è quella del 27 marzo con un vegliardo vestito di bianco che parla e benedice la desolazione di una Piazza San Pietro vuota e tenebrosa.

silenzio

La forza evocativa di quella sera, col gesto di un uomo solitario e abbandonato da Dio, sembra confermare effettivamente il manifestarsi dell’assenza di Dio?

È Dio che è silente oppure sono gli essere umani a non percepire il grido di Dio?

La paura generalizzata della morte, che ci accompagna praticamente dall’inizio dell’anno, prova l’esistenza di un rimasuglio del divino che, nonostante il nichilismo dilagante, non smette di scuotere il cuore umano.

Questo cuore umano, scosso dal terrore di crepare, ma non del tutto annichilito, è il problema insuperabile che l’odierna “religione della scienza” o del solo immanente non sa come risolvere.

Ed è questo cuore umano, spiritualmente anarchico, che è il vero grido di Dio.

Sino a quando il cuore umano resiste, permane la certezza di non soccombere all’abisso del nuovo umanesimo.

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