…e Cesare ordinò l’aborto di Cristo

…e Cesare ordinò l’aborto di Cristo

Forse è una espressione forte, cruda, ma serve a scuotere le coscienze.

Con le nuove disposizioni del governo, per le imminenti festività natalizie, sostanzialmente si ha l’aborto del figlio dell’uomo, ovvero dell’essere, di Cristo.

Con il beneplacito di una Chiesa “cattolica” totalmente alla deriva, che non sa nemmeno esercitare una autonomia e una sovranità almeno per il Santo Natale o la Santa Pasqua di resurrezione, oramai decide tutto Cesare, ovvero il mondo.

«Non solo di pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» Mt 4,3-6.ù

Vita

La parola di Dio è potenza ontologica e a Natale si personifica nel figlio della Santa Vergine Maria, elevando l’uomo, rivelando la vera dignità dell’uomo all’uomo.

La vera dignità dell’uomo si coglie nella verità delle relazioni più profonde, quelle che si vivono in famiglia, fra moglie e marito, fra genitori e figli, fra fratelli.

E a Natale, ogni famiglia accoglie come figlio la sua più profonda esperienza di vera comunione e di amore. Accogliendo Gesù bambino, è la famiglia che ritorna a viversi come famiglia e, quindi, come luogo dove Cesare non ha l’ultima parola, dal momento che è Dio che parla.

L’essere nasce come figlio dell’uomo se trova un cuore umano ribelle e anarchico verso le folli pretese di Cesare, un cuore umano che si scaglia contro il definitivo aborto dell’Emanuele, del Dio con noi.

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