Far nascere quel Povero che ciascuno è

Far nascere quel Povero che ciascuno è

«Una chiesa povera e per i poveri» che hanno una «dignità sufficiente» per discutere delle sorti del mondo (basta che non si allargano troppo).

È l’ideale programmatico del vegliardo vestito di bianco, in perfetta sintonia con la tradizione comunista e non cristiana. Il comunismo è da sempre dalla parte del popolo, del povero e dell’ultimo sino a quando questi sono docili e obbedienti.

Poi arriva il Santo Natale con la sua autentica controrivoluzione, facendo emergere la più elementare delle verità, ovvero che ciascuno di noi è povero.

Diviene facile obiettare, quindi, a questo cristianesimo in salsa comunista. Come fanno dei poveri a pretendere di sapere cos’è il bene e il male per gli altri poveri? Un bel atto di superbia.

Buon Natale

La verità è che, per essere davvero degni di accogliere il Dio fatto bambino, occorre far nascere quel Povero che ciascuno di noi è. Solo quel Povero, che vive silente nel profondo di noi stessi, è così totalmente libero di abbracciare la grande presenza dell’essere nascente.

L’augurio è di un Povero ad altri Poveri per restare tutti stupiti, grati e gioiosi del dono che il buon Dio ci fa.

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