Chi sono

Cattolico anarchico. Così amo definirmi, anche se sembra una contraddizione in termini, ma non lo è. Vero è che il cattolico crede in Dio, ma aderisce liberamente alla Sua divina volontà: un atto di fede è un atto di libertà e mai di costrizione. Nel mio essere cattolico, manifesto interamente la mia umanità, anche di indegno peccatore. Riconoscermi peccatore significa mancare di fede, non nel senso di mettete in dubbio l’esistenza stessa di Dio, ma nel senso di non fidarsi totalmente del Suo amore che poi porta a cadute morali.

Rispetto al mondo, ovvero rispetto a ciò che il Cristianesimo identifica con Cesare, sono formalmente disciplinato e sostanzialmente anarchico. A Cesare do solo quello che mi consente di partecipare alla vita civile (o incivile). D’altra parte, come cattolico, vivo nel mondo, ma non sono del mondo; guardo al Regno, non alla pseudo civiltà dei diritti umani. Sono presenza in relazione con il prossimo e non identità destinata alla coesistenza con tutte le altre.

Felicemente sposato con una donna meravigliosa. Lavoro e scrivo.